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PREDICATORI OSPITI

 

jean kibau

Pastore
JEAN RENE' KIBAU


 

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LA MIA TESTIMONIANZA
(vai alla versione in francese)

 

Mi chiamo Jean Kibau e sono nato l' 11 novembre 1974 nella città di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo. Il mio è il terzo paese più grande dell'Africa dopo l'Algeria ed il Sudan ed’ è quattro volte più grande della Francia. Conta 60 milioni di abitanti, dei quali la maggior parte sono giovani, che vivono nella più grande delle città, Kinshasa che conta oggi 10 milioni di abitanti.  La religione dominante è il cattolicesimo che conta 2/3 della popolazione.


Il Congo è molto ricco, la terra è molto fertile ed il suo sottosuolo è ricco di minerali (ora, diamante, cobalto, etc...), ma parecchi anni di dittatura e di cattiva gestione hanno impoverito la popolazione, facendo sì che il livello di vita è tra più bassi oggi esistenti al mondo, dove il salario minimo non supera 15 euro il mese.


Sono il terzo di una famiglia di sei figli, dei quali la prima è una ragazza e di altri quattro fratelli, due dei quali sono gemelli. Fin dalla nostra tenera infanzia abbiamo ricevuto un'educazione puramente cattolica ed i nostri studi li abbiamo fatti nella più grande scuola del preti gesuiti (congregazione cattolica). Mio padre lavorava in una grande multinazionale inglese “Uni lever” e vivevamo in uno dei quartieri più belli della città e non mancavamo di niente.


Io ero cristiano a motivo della mia educazione cattolica, ma in realtà non sapevo nulla della fede, della forza del lavoro del nostro Signore Gesù alla croce e dell'opera dello Spirito Santo. Per me le chiese evangeliche erano solamente opera di avventurieri ingannevoli, che, beneficiando dell'ignoranza della povera gente, approfittavano di loro prendendo i loro soldi per arricchire se stessi.


Credevo che la maggior parte dei giovani che andavano nelle chiese evangeliche, lo facevano poiché non avevano i mezzi per studiare o lavorare ed allora preferivano perdere il loro tempo per evitare di annoiarsi durante il giorno. Inoltre, il quartiere dove vivevo non aveva una chiesa evangelica, perché la maggior parte di queste erano localizzate nei quartieri poveri e ciò contribuiva ad allontanarmi ancora di più dal Signore.


Ma io, che mi credevo ricco e felice, in realtà ero infelice, subivo ogni giorno delle forti oppressioni notturne e non avevo un buono sonno. La notte vedevo dei demoni sotto forma di mostri e niente di ciò che facevo poteva proteggermi da questa triste realtà; dormivo con la corona e la bibbia come orecchietta e mettevo anche dei vasi d’acqua sotto il mio letto, credendo che si sarebbero trasformati in oceano per impedire ai demoni di venire ad opprimermi, ma apparentemente sapevano nuotare perché continuavano durante la notte. Era per me un vero film d’orrore ed il giorno ero nella paura di ciò che sarebbe stata la notte con la conseguenza che mi sentivo male amato, rigettato ed ero diventato maldestro e tutto ciò che toccavo caveva, le mie mani ed i miei piedi tremavano ed i miei risultati scolastici non erano più soddisfacenti.  L'affetto della famiglia e gli amici non riuscivano a colmare il vuoto che c’era nel mio cuore, né mi potevano liberare dalla mia prigione.


Per me l'unica soluzione era diventare almeno prete, così sarei stato sotto la protezione di Dio e ciò mi portò all'età di 15 anni di fare un atto d’impegno per il sacerdozio, ma la mia giovane età mi impedì tutto questo e dovetti aspettare la mia maggiore età di 18 anni per andare al seminario di formazione. Qui  ero sotto l'inquadramento di un prete gesuitico spagnolo che doveva seguirmi e questo mi avrebbe reso privilegiato e quasi intoccabile nella scuola. Intoccabile certamente nella scuola, ma vulnerabile spiritualmente. Tuttavia non avevo allora ancora nessuna soluzione e così un bel giorno decisi di andare a vivere la mia vita nella via per fuggire questa assurda situazione, ma, fortunatamente per me, fui ritrovato dopo una sola notte di ricerca e questo sicuramente non fu la soluzione allora per me, perché solamente la morte sarebbe stata la benvenuta nella mia vita ed era questo che io aspettavo oramai, poiché la vita non aveva per me più alcun senso, dato che la mia adolescenza era stata solamente un susseguirsi paure e di grandi frustrazioni.


Dio aveva per me un meraviglioso progetto per tirarmi fuori da questa pesante sofferenza che da un giorno all’altro poteva condurmi al suicidio.
Tutto cominciò a scuola dove fui rinviato per indisciplina e la cosa suscitò scalpore perché sembrava impossibile che ciò accadesse al protetto dei preti, al futuro gesuita, all’alunno dolce e mite. Ero stato vittima degli insegnanti della scuola, che, approfittando delle vacanze dei preti, vollero vendicarsi delle accuse di cui si facevano oggetto, dei cattivi trattamenti degli alunni, della negligenza dei corsi e di qualt’altro e siccome mi accusavano di essere l’informatore, fui allontanato dalla scuola pubblica e di conseguenza dall’inquadramento del sacerdozio. Questa decisione mi ha scandalizzato non poco; oramai avevo deciso irrimediabilmente di non andare più alla chiesa cattolica che mi aveva abbandonato.
In realtà Dio aveva cominciare ad agire nella mia vita senza che io sapessi nulla.


Alcuni mesi dopo mio padre prenderà una decisione molto importante che contribuirà al piano meraviglioso del Signore per me e cioè quella di traslocare in un quartiere meno ricco, dove le chiese evangeliche si evolvono  e per me questo fu un secondo shock, dovendo separarmi  dall'affetto dei miei amici e dalla mia vita quotidiana. Ho creduto che il buono momento di suicidarsi era arrivato. Al contrario il tempo di Dio aveva suonato servendosi dell'inefficacia della medicina e di un'infermiera di servizio che mi parlò di Gesù come la sola risposta a tutte le domande della vita degli uomini e m'invitò ad una riunione evangelica che si teneva a 8 km di distanza dalla nostra casa.


Aveva partecipato alla riunione ed è stato consegnato da un potente demone che è stato la causa della sua malattia, dopo che lei ci ha detto il rilascio operati dal Signore quello che stava succedendo qualcosa nel mio cuore. In precedenza avevo sentito niente di simile, rilasciare il nome di Gesù, per me ... stavo ascoltando un sermone contro l'uomo che ha consegnato a mia sorella, mi rendo conto che l'educazione cattolica non era stato capire la persona di Gesù e non era un personaggio di un libro storico.


Nel maggio del 1993 avevo preso la decisione, contro il parere dei miei genitori, di recarmi in questa chiesa evangelica e quel giorno il predicatore parlò sulla guarigione spirituale ed ancora adesso mi risuona nella mente e nel cuore una frase: puoi avere tutto dalla vita, puoi essere in buona salute, puoi essere ricco, ma se ti manca la comunione con Dio attraverso il figliolo Gesù Cristo, in realtà sei spiritualmente povero ed  hai bisogno assoluto di essere guarito da questo male. In quel momento compresi quale era stato da sempre il mio male ed il mio problema: NON AVEVO GESÙ! Presi immediatamente la decisione più importante di tutta la mia esistenza terrena: DARE LA MIA VITA A GESÙ!


La mia vita subiva una lenta trasformazione, non avevo più quegli incubi notturni che mi tormentavano, non mi sentivo più solo e, facendo leva sulla formazione di base cristiana che avevo, mi impegnai come intercessore della chiesa, impegnandomi nelle varie attività della chiesa, e vendicandomi in tal modo di tutti quelli orrendi demoni che mi avevano oppresso per tanto e molto tempo e che volevano distruggere la mia esistenza. Insomma ero felice nel constatare che gli stessi demoni, che un giorno mi avevano fatto tanto tremare, adesso erano tremanti, deboli e senza alcuna forza o potere davanti a me a causa del nome potente di Gesù Cristo che accompagnava la mia persona.


Il fatto di convertirmi con i miei fratelli gemelli più piccoli Jules e Valery, rafforzò la nostra ferma volontà di proseguire questa esperienza con Gesù e ciò malgrado l’opposizione dei nostri genitori. Nell’arco di tre anni la nostra vita ruotava sistematicamente attorno alla chiesa che noi servivamo. Tutti i giorni, appena usciti dalla scuola, andavamo immediatamente in chiesa a pregare e alcune volte passavamo delle notti vicino a certe famiglie, parlando loro di Gesù, nostro Signore e salvatore. Purtroppo per noi l’opposizione dei nostri genitori che volevano che noi ritornassimo al cattolicesimo, ben presto si trasformò in autentica persecuzione, privandoci del denaro per le piccole spese e di vestiti nuovi e costringendoci a passare questi tre anni con una sola scarpa, due pantaloni e tre camicie e tutto questo al fine di ravvederci e di recuperare tutti quei vantaggi che avevamo prima della nostra conversione, compreso i nostri vecchi amici, che ci prendevano in giro, nella speranza di un nostro ipotetico pentimento.


Ancora oggi ringrazio Dio di questa persecuzione, perché grazie ad essa fu spezzato quel nostro orgoglio di essere dei bambini ricchi in una chiesa evangelica composta prevalentemente da giovani senza risorse e questo ci insegnò l’umiltà che è il fondamento principale per un ministerio potente di ogni servitore di Dio.


Grazie a Dio la persecuzione cessò tre anni dopo ed esattamente nel 1996, perché mio padre si ammalò gravemente e, nell’impossibilità di una guarigione e combattendo contro il proprio orgoglio, chiamò al suo capezzale i propri figli e ci implorò di pregare per Lui nel nome di quel Gesù che noi tanto osannavamo. Il Signore, come sempre fa con tutti quelli che Lo invocano, accolse le nostre suppliche e mio padre gradatamente guarì dalla sua malattia e da allora non rappresentò più un ostacolo nel piano divino.


Cominciammo a servire Dio non solo nella chiesa, ma anche nella scuola che frequentavamo, creando un gruppo evangelico, i cui membri dovevano evangelizzare gli altri alunni e predicare nello stesso tempo la parola del Signore in tutte le altri classi dell’istituto durante la pausa. Ciò mi permise di capire e di scoprire la mia grazia come predicatore e siamo arrivati al 1994. Inoltre i miei buoni risultati alla scuola rinforzavano il mio fervente zelo di parlare del Signore.

Negli anni che seguirono, mi ritrovai prima segretario del gruppo e successivamente insieme ai miei fratelli collaborammo col pastore Emanuele che cercava dei fratelli che potevano aiutarlo nell’organizzare una nuova comunità che prese il nome di Saron nel 1996 con sole sei persone.
Ero al centro di tutte le attività: dalla direzione dei culti, alla direzione della segreteria, all’amministrazione delle finanze, all'inquadramento dei bambini, all’insegnamento della corale, alla direzione delle intercessioni ed infine  alla conduzione delle predicazioni. Inoltre in quel periodo seguii un corso di formazione biblica che consisteva in un riassunto delle principali materie in una facoltà di teologia.


L'anno 1999 è stato determinante per il mio ministero: Dio mi parla nel sonno che la donna che avrei sposato si chiama Julie, ma io in quel tempo non conoscevo nessuna ragazza che portasse questo nome,  ma due mesi più tardi in chiesa arriva una ragazza appena convertita che portava questo nome. Nel frattempo la chiesa si era allargata di 6 membri ed in quel periodo il mio pastore doveva effettuare un lungo soggiorno in Europa. Venne subito a galla il problema della direzione della chiesa in sua assenza. Allora il Signore parlò in profezia a parecchi Suoi servitori, i quali mi indicarono come pastore della chiesa di Dio ed il 12 settembre 1999 ebbe inizio il mio ministero pastorale. L’avvenimento fu di grande importanza, perché all'epoca risultavo essere il più giovane pastore della città, suscitando molteplici perplessità in parecchie persone che non credevano affatto alla riuscita del mio ministero.


Nel frattempo avevo fatto 5 anni all'università dove ho potuto finire degli studi di diritto, pur servendo il Signore nella mia chiesa come Pastore e come predicatore nel Gruppo evangelico del campus universitario ed anche coordinatore dell'evangelizzazione.  Nel 2002 mio padre aveva deciso, in faccia alla crisi che colpiva il nostro paese, di fare viaggiare per l'Europa o l'America tutti i suoi bambini e quando doveva toccare a me, successe l’imprevisto, perché mio padre si ritrovò improvvisamente in miseria a causa di una truffa perpetrata ai suoi danni da un libanese. Dall’oggi al domani mio padre perse tutto e questo causò non solo la mia permanenza nel Congo, senza quindi viaggiare come avevano fatto i miei fratelli, ma soprattutto la perdita di quelle risorse economiche che mi avrebbero consentito di affrontare il mio prossimo matrimonio, non potendo più pagare la dote ai genitori della mia futura moglie, come è usanza dalle nostre parti.


Questa situazione creò contro di me un'opposizione in seno alla chiesa, perché  mi ritrovai imputato di disordine nella condotta della mia vita sentimentale, poiché mi rifiutavo di sposarmi e fui per questo minacciato di dimissioni dalla mia funzione di pastore, insomma tutti gli sforzi che avevo compiuto nella chiesa in un attimo furono ignorati: ero annientato e distrutto moralmente e psicologicamente e così decisi di ritirarmi ed allontanarmi a 250 km. di distanza dalla città in cui vivevo e cioè Kinshasa al solo scopo di riflettere sul mio avvenire.


Ed è stato proprio qui che il Signore mi ha rivelato il Suo progetto e cioè quello di combattere la povertà creando degli impieghi e che questa visione si sarebbe concretizzata con la venuta di un pastore europeo, attraverso il quale io mi sarei sposato e avrei viaggiato in Europa e ricordo che questa visione del mio futuro Dio me l’aveva rivelata gia nel 1994, all’inizio della mia conversione.


Due anni più tardi e cioè nel 2004, il mio pastore Emanuele mi informa da Bruxelles che sarebbe venuto in Congo un pastore italiano che lui aveva conosciuto a Pordenone nel nord-est dell’Italia e che dovevo invitarlo a predicare nella nostra chiesa. Purtroppo ciò non avvenne a causa di una incomprensione con il mio pastore Emanuele e che al suo posto sarebbe venuto un altro pastore italiano, incontrato casualmente in aeroporto, insistendo affinché si limitasse anche ad una semplice visita della chiesa. Quest’altro pastore italiano si chiama Giacomo Loggia e proviene dalla chiesa evangelica pentecostale di Gela, nel sud della Sicilia.


Devo dire oggi che, sin dal primo momento della nostra conoscenza, con il pastore Giacomo abbiamo avuto immediatamente una sintonia perfetta, condividendo all’unisono i nostri sogni ed i nostri progetti. Malgrado la mia giovane età, il pastore Giacomo si interessò rapidamente del mio ministero, conversammo a lungo ed alla fine approvò interamente il mio progetto di estrarre dalla povertà la chiesa congolese. Dopo la partenza del pastore Giacomo, ci siamo mantenuti in contatto attraverso e-mail e così due anni dopo e cioè nel 2006 mi spedì il denaro che mi serviva per la dote che mi avrebbe consentito di sposare la mia fidanzata. Mi disse che il denaro altro non era una colletta speciale dei fedeli della sua chiesa ed io ringrazio Dio anche per questo per la fedeltà nelle Sue promesse. Naturalmente non ci pensai due volte ad invitare il pastore Giacomo al mio imminente matrimonio, svoltosi a ottobre di quell’anno, affinché benedisse nel nome di Gesù Cristo, sia me che la mia sposa.


Finalmente nel 2009, dopo un lunghissimo anno passato da un’ambasciata all’altra per ottenere il visto di venire in Italia, Dio ha potuto compiere la Sua profezia ed io sono arrivato finalmente in Italia, a Gela, ospite della famiglia del pastore Giacomo Loggia. Qui ho potuto conoscere una grande famiglia di fratelli e sorelle nel Signore che si sono presi cura di me ed insieme a loro ho potuto visitare diverse altre chiese nel territorio circostante, come la chiesa di Niscemi, la chiesa di Barrafranca, la chiesa di Scordia, quella di Rosolini, di Palma di Montechiaro, di Carlentini, etc…


Riflettendo sulla mia vita passata, oggi posso tranquillamente affermare che la mia esistenza è stata progettata e preparata unicamente e interamente da Dio. Vedo scorrere come in un film i vari episodi della mia vita: la mia scuola cattolica, la malattia di mia sorella prima e quella di mio padre poi, la feroce persecuzione nei miei confronti a causa della mia fede evangelica, l’incontro con il pastore Emanuele, la nascita della prima chiesa evangelica, la truffa perpetrata ai danni di mio padre, l’incontro casuale con il pastore Giacomo, la coincidenza della comune visione di progetti, il suo interessamento sulla mia persona, dandomi la possibilità di coronare il mio sogno di amore con la mia sposa, le difficoltà del mio viaggio in Italia, concretizzatosi grazie all’aiuto del Signore, perché come sta scritto in Romani 8:28 “tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio”.


In conclusione, fratello o sorella che in questo momento stai leggendo la mia testimonianza, tu che sei cristiano, ti assicuro che Dio conosce tutto, come sta scritto in Geremia 29:11 “Infatti io so i pensieri che medito per voi», dice il SIGNORE: «pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza” ed il mio incitamento è questo: abbiate speranza in nostro Signore Gesù Cristo, perché solo in Lui e vicino a Lui possiamo aspettarci la vita eterna e solamente in Lui possiamo trovare la soluzione ad ogni nostro problema.


Voglio concludere questa mia testimonianza rivolgendomi principalmente a Dio, origine della vita e di tutte le cose, e voglio esprimere la mia eterna gratitudine al pastore Giacomo Loggia, che è stato per me indispensabile nel mio ministero, ma soprattutto un padre nella fede ed è per questa ragione che ho voluto mettere il nome di sua moglie Angela alla mia bambina nata dal mio matrimonio con la mia amata.

Pastore Jean René KIBAU

 

GALLERIA FOTOGRAFICA

Le predicazioni del pastore Jean durante i nostri culti..
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..L'appello avanti con il pastore Jean ..
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Il Compleanno di Jean - Festa a sorpresa nel capannone della nostra chiesa.
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..Jean invitato da un gruppo di giovani della chiesa per una partita di calcetto al Wimbledon..
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